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Cenni storici Il parco archeologico

Cenni storici

A 350 metri sul livello del mare la città di Gravina, è tutta circondata da fertili colline e giace in una vallata.

Al confine della Puglia con la Lucania, essa fa oggi parte della provincia di Bari. Il suo clima è piuttosto temperato; l’agro è fertile e pittoresco per un continuo alternarsi di pianure, valli e colline; è popolato di boschi e vigneti.

Ha il sottosuolo assai ricco di acque potabili ed alcaline, il che favorisce dovunque lo sviluppo di rigogliose vegetazioni, e l’esistenza di perenni fontane e pozzi d’acqua, che si vedono sparsi qua e là e lungo le vie.

La felice posizione geografica e la ricchezza del suolo favoriscono la presenza dell'uomo sul territorio sin da tempi molto antichi.

I primi insediamenti umani risalgono al Neolitico Medio (5 millennio a.C.).

A partire dall'Età del Ferro nasce un esteso agglomerato sulla collina di Botromagno, situata in prossimità dell'attuale abitato. Tra l’VIII e il IV sec. a.C. il paese conosce un periodo di particolare floridezza culturale ed economica per effetto dell'intensificarsi delle relazioni con il mondo greco. Verso la fine di questo periodo la città, denominata Sidion, si dota di poderose mura e conia moneta propria.

Conquistata dai Romani nel 305 a.C., diventa, con il nome di Silvium, importante centro agricolo e commerciale lungo la via Appia. Le vecchie vie di comunicazione sono sostituite da altre più moderne ed efficienti e, mentre, alcuni centri perdono contatti e strategie, Gravina viene a trovarsi sulla "autostrada" Appia e diventa centro di scambi e di incontri.

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