Cenni storici
A 350 metri sul livello del mare la città di Gravina, è tutta circondata da fertili colline e giace in una vallata.
Al confine della Puglia con la Lucania, essa fa oggi parte della provincia di Bari. Il suo clima è piuttosto temperato; l’agro è fertile e pittoresco per un continuo alternarsi di pianure, valli e colline; è popolato di boschi e vigneti.
Ha il sottosuolo assai ricco di acque potabili ed alcaline, il che favorisce dovunque lo sviluppo di rigogliose vegetazioni, e l’esistenza di perenni fontane e pozzi d’acqua, che si vedono sparsi qua e là e lungo le vie.

La felice posizione geografica e la ricchezza del suolo favoriscono la presenza dell'uomo sul territorio sin da tempi molto antichi.
I primi insediamenti umani risalgono al Neolitico Medio (5 millennio a.C.).
A partire dall'Età del Ferro nasce un esteso agglomerato sulla collina di Botromagno, situata in prossimità dell'attuale abitato. Tra l’VIII e il IV sec. a.C. il paese conosce un periodo di particolare floridezza culturale ed economica per effetto dell'intensificarsi delle relazioni con il mondo greco. Verso la fine di questo periodo la città, denominata Sidion, si dota di poderose mura e conia moneta propria.
Conquistata dai Romani nel 305 a.C., diventa, con il nome di Silvium, importante centro agricolo e commerciale lungo la via Appia. Le vecchie vie di comunicazione sono sostituite da altre più moderne ed efficienti e, mentre, alcuni centri perdono contatti e strategie, Gravina viene a trovarsi sulla "autostrada" Appia e diventa centro di scambi e di incontri.
Il parco archeologico
Sul territorio di Gravina gli scavi effettuati hanno riportato alla luce reperti risalenti all’Età del Ferro. Viene tramandata, infatti, l’esistenza di una città denominata Silvium, che nel 305 a.C. viene distrutta dall’esercito romano.
Sono trascorsi circa trentacinque anni (1967) da quando il prof. A Perkins iniziò le prime ricerche sulla collina Petramagna. Gli studenti del prof. Perkins hanno scavato per anni ed hanno riportato alla luce una colonia greco-romana, un insediamento nato con finalità strategiche per consentire sosta e rifornimenti ai Romani che si recavano in Grecia percorrendo l’antica via Appia.
La struttura di Silvium risulta quella tipica degli insediamenti romani con tracce di costruzioni su antiche fondamenta, di cocci, ornamenti monumentali, funerari ecc. Splendidi corredi, armi da guerra in ferro e bronzo, svariate opere di terra cotta, ceramica, sono state trovate nelle tombe, salvate dal degrado e oggi conservate nei più prestigiosi musei di tutto il mondo.
Si può affermare che l’antico insediamento detto di Botromagno è sicuramente uno dei più grandi dell’Italia Meridionale per estensione (oltre 430 ettari) e, forse, il più ricco per la consistenza e la qualità del materiale che viene ritrovato nelle sepolture.
In questi ultimi anni, grazie anche all’impegno dimostrato dalle pubbliche amministrazioni, coinvolte nella comune volontà di recuperare la memoria storica del sito, sono state fatte ulteriori indagini archeologiche. Allo stato attuale, comunque gli studi risultano incompleti e necessitano di ulteriori ricerche per dare risposte certe.
Non c’è bisogno di fare grandi sforzi per capire quanta ricchezza può dare un bene di questo tipo alla collettività del territorio della Murgia: parliamo di turismo, di artigianato, di commercio e soprattutto di occupazione.